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    Lo sbaglio più bello della mia vita di Katie Cotugno

    Il libro di oggi è una lettura del mese scorso.   

    Non so come mi sia avvicinata a questa lettura new adult. So solo, che la copertina è molto carina, ed è perfettamente adatta alla storia narrata.
    Lo sbaglio più bello della mia vita di Katie Cotugno.
    In tutta franchezza, non so dire se il libro mi sia piaciuto o meno. Sicuramente la storia  mi h adato molto da pensare (come sempre la sinossi la trovate un pò ovunque sul web).
    Perché dal punto di vista narrativo, ho trovato delle mancanze che io lettrice invece, avrei voluto leggere e/o scoprire e che invece l'autrice ha deciso non raccontare.
    Il libro si divede su due svincoli narrativi diversi: il presente e il passato.
    Il presente è la vita attuale di Serena e di sua figlia Hannah, il passato è il racconto dell'amore assoluto di Serena per Sawyer, il padre di Hannah, un giovane ragazzo coetaneo della nostra protagonista. 
    Tutta la narrazione è impregnata dalle infinite domande che la protagonista si pone a cui pretende dare delle rispote, ma che alla fine ottengono un accenato esito.
    - Se la sua migliore amica, fidanzata di Sawyers,  non fosse morte, lei avrebbe avuto la piccola Hannah?
    - Se il padre di Hannah non avesse impedito questo amore sbagliato, Sawyer avrebbe portato con sè Serena in viaggio e quindi scoperto di diventare padre?
    Questa e altre decine di domande navigano senza una risposta per tutto il libro. In realtà la narrazione è sempre piatta, non c'è un crescendo d'emozioni. 
    Sì, è vero, ti immedesimi nella protagonista, non puoi fare a meno di dispiacerti per lei e per ciò che la vita le ha destinato a sedici anni, ma poi ti domandi come mai questo gioavane padre che compare all'imporvviso nella vita di Serena, non provi sentimenti dirompenti nei confornti della figlia appena conosce la verità?
    Insomma, nonostante il libro sia un ottimo libro, ha delle mancanze che io in quanto lettrice non riesco  proprio a perdonare all'autrice. 
    E' vero che il libro è raccontato solo dal punto di vista di Serena, ma cavolo! 
    Come ha fatto l'autrice a non far emergere l'istinto paterno di Sawyer fin dall'inizio del libro? 
    E poi, ho avuto la sensazione che lo stesso personaggio maschile a volte fosse una pura figura di contorno. Quando invece, è un personaggio determinante.
    Ripeto, libro gradevole, ma nulla di più. Anzi, sì! Mi fa rabbia, perché c'erano tante potenzialità che non sono state sfruttate in pieno.
    L'unica cosa che emerge alla fine del libro è la totale indifferenza per la protagonista. lmeno questo è quello che ho provato io. Una sorta di " Ben ti sta per quello che ti è capitato."
    E questo non dovrebbe accadere, soprattutto poi, per il tipo di storia che viene raccontato.

    Voi cosa ne pensate? 
    Ella

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