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21 feb 2017

Ho sempre voluto te di Marta Savarino

Non ho mai letto nulla di questa autrice, la conoscevo, lo ammetto, ma non avevo mai letto un suo libro. E sono rimasta piacevolmente colpita...
Sto parlando di Marta Savarino.

Prima di tutto, devo dire che la trama e la cover hanno stuzzicato la mia curiosità, e non sono rimasta affatto delusa.
Lo stile narrativo e il mood in cui è stata concepita la trama catturano dalla prima all'ultima pagina.



Esiste una donna che non si è mai innamorata del suo migliore amico?

Anna è oggi una giornalista molto attraente, in apparenza sicura di sé ma, nel suo intimo, fragile e imbranata, ed è la prova vivente che un uomo e una donna non possono essere amici. Neanche in un romanzo. Specialmente se il migliore amico in questione è un danese, alto uno e novanta, biondo e con il fisico da nuotatore.
Aksel e Anna sono cresciuti insieme e la timida ragazza, da sempre innamorata dell’amico, a diciott’anni si dichiara. Ma Aksel le rivela una verità scomoda e inaspettata. È gay.
I due si separano: il giovane va in Danimarca e la ragazza rimane a Torino. Passano quattordici anni e un giorno la sorte li fa incontrare di nuovo. Anna si è trasformata da brutto anatroccolo in cigno e anche Aksel è un giornalista, di successo e dal fascino ancora più marcato rispetto all’adolescenza. Ma nasconde un segreto, una realtà difficile da condividere anche con la sua migliore amica della giovinezza.
E quando l’amore non trova strade facili, quale miglior aiuto può arrivare se non la solidarietà femminile?
Elisabetta e la giovane Victoria, appartenenti a due generazioni diverse, trameranno insieme perché l’amore trionfi. E dopo svariati ostacoli, bugie e segreti, la romantica Copenaghen innevata farà da sfondo a un finale a sorpresa. Perché, come dice Anna, “l’importante, dopotutto, è il finale”.

Allora,  tutto ha inizio nei primi anni del 2000 quando una neo diciottenne Anna, rivela al suo migliore amico Ansel, di orgine danese, di essere innamorato di lui. 
E' l'inizio della fine, perché Ansel, non solo non ricambia l'amica del cuore, ma le rivela di essere anche gay. 

Passano quattordici anni e i sentimenti di Anna, nonostante un matrimonio fallito e un lavoro da giornalista (anche se non affermato), non sono affatto variati. 
Quattordici anni di silenzi, di bugie, di verità celate. Una in particolare, che porta il nome di Vittoria. 

Vittoria rappresenta il punto di distacco tra Anna e Ansel, ma anche il punto d'unione tra loro due a distanza di tanti anni.
All'inzio del post parlavo di costruzione della trama. Ebbene, l'autrice ha usato un tipo d'intreccio che io ho apprezzato molto. 
Ha dato voce a tutti i personaggi presenti nel libro, a ognuno di loro ha dato la possibilià di poter raccontare la propria versione della storia e del perché abbiano agito in un certo modo. Non spaventandosi nemmeno di farli tornare, a volte, indietro nel tempo. Noi assistiamo a questi cambi temporali come se viaggiassimo a nostro piacere dal 2000 al 2016.
Conosciamo i pensieri dell'Anna diciottene, e dell'Anna ormai trentenne, così come quelli di Ansel giovane e poi adulto, passando per Vittoria e per l'amica di Anna ecc... Insomma, tutti hanno avuto modo di dire la loro.
Se c'è una cosa che il tempo permette: è quello di potersi migliorare. Da brutto anatroccolo Anna, diventa un cigno bellissimo. Una splendida ragazza che fa battere il cuore anche al distaccato finto gay Ansel

L'unica cosa su cui mi sento di dissentire, e spero che l'autrice non me ne voglia, riguarda la costante ripetizione da parte di Anna e Ansel di rinfacciarsi come la loro vita prima fosse brutta e poi, a volte bella a volte brutta. Non ho apprezzato il fatto che Anna si diminuisca sempre sia quando ha diociotto anni, sia quanndo è adulta; così come l'Ansel adulto si ripeta spesso che: "Anna, prima non mi piaceva, ma adesso..." Questi sono i due aspetti che non ho digerito molto. Però, ci tengo a precisare che questo è un pensiero mio personale e nulla toglie alla bellezza del libro. 

Non c'è bisogno che vada oltre i dettagli, perché credo che abbiate capito da sole quale potrà mai essere il tipo d'intreccio, su quale binari si snodi la storia di queste tre persone e quale sarà il finale.
Ho sempre voluto te è il racconto di una generazione, di un'amicizia che non  si è mai esaurita in tanti anni, di un amore, anche se all'inzio unilaterale, che non ha mai cessato di far battere il cuore della nostra Anna. 
E' la storia di tre persone che inevitabilmente sono destinate a stare insieme. 
E' la classica storia dove il DESTINO, ha stabilito fin dal primo momento chi, cosa, come e quando dovesse apparire di nuovo nella vitra dell'altro. 
Destino che porta il nome di Elisabetta, la madre di Ansel. Insomma, è la storia di una ragazza italiana che non ha mai smesso di credere nell'amore e nella favola del " e vissero felici e contenti".

Se cercate una lettura semplice, che regala delle piccole emozioni ma che ci fa ricredere nelle seconde possibilità questa storia fa per voi. 

Un bacione 
Ella <3
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