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    L'arte del saper viaggiare by Giulia Ross

     Sono felice di dedicare un pò del mio spazio a una bravissima autrice, nonchè amica che scrive dei libri eccezionali e che mi sa emozionare.
    Sto parlando di Giulia Ross. ^_^ 
    Io e Giulia avevamo iniziato a parlare da un pò di tempo a questa parte di creare qualche post diverso dal semplice parlare di libri sul mio blog. Io volevo contenuti un pò diversi e lei ha accettato questa mi folle idea di contribuire con qualche post. 
    Post che saranno sporadici, questo è uno spazio di convisione e comunicazione. E, come per me è un hobby curare questo blog dall'aspetto grafico ai contenuti, volevo che anche per chi avesse aderito a questa iniziativa fosse la stessa cosa. 
    Perciò diamo il benvenuto a Giulia Ross, con tanti LIKE FACEBOOK e qualche commentino giù in fondo alla pagina. 
    Facciamola sentire a casa.

    Ella <3 




    L’arte del saper viaggiare “Every journey has its first step” (cit da “Guerre Stellari”).
     Quando Ella mi ha proposto la bella idea di scrivere qualche post per il suo Blog una delle prime cose che mi è venuta in mente è stato “e se scrivessi un post sul tema del viaggio?”
    Così eccomi qua a condividere un po’ di riflessioni su questo argomento, pensieri che sono stati i miei o quelli di altre persone, compagni di viaggio che nel corso della mia esperienza mi hanno sicuramente arricchita. 


    Ebbene, come potete immaginare, ho viaggiato molto , soprattutto negli ultimi dieci anni... 
    Non parlo di brevi fughe da weekend lungo o piccole vacanze con gli amici. Parlo di viaggi “obbligati”, per via del lavoro o delle esigenze familiari che mi hanno portato in altri continenti.  Il primo grande viaggio è stato poco dopo la laurea. Da Milano mi sono trasferita a Houston in Texas (USA). Avevo ventitre anni e non avevo mai preso l’aereo in vita mia. Sorvolerò sul fatto che piansi per un ora da Milano Malpensa a London Heatrow e che già all’aeroporto di Houston non capivo una parola di inglese-texano... Arrivata a Houston città poi, mi sono ritrovata in un appartamento completamente vuoto. E lì forse per la prima volta ho capito davvero quanto possa fare paura il ritrovarsi da soli in un posto nuovo, di cui non si conosce la cultura, gli usi e le abitudini... insomma, di cui non si conosce proprio niente. Ed è stato forse in quello stesso momento che ho dovuto fare lo sforzo di aprire la mente e di non chiudermi a riccio di fronte allo sconosciuto. Non nego che dopo la prima notte passata in quell’appartamento desolato a dormire su un materassino gonfiabile, volessi davvero tornare a casa. Fuggire. Mi mancava la famiglia, la mia casa , gli amici... il solo sentire parlare italiano per la strada. Poi però al di là della malinconia ho cominciato a vedere il lato positivo di quell’esperienza. Avevo l’opportunità di conoscere una nuova cultura, lavorare in un bellissimo centro di ricerca e incontrare altre persone che erano lontane da casa quanto lo ero io. Perché non fare un tentativo? Così nel mio inglese burlone ho cominciato ad aprirmi, a comunicare, a gioire dei momenti più semplici, e soprattutto a osservare come altre persone provenienti da tutto il resto del mondo, stavano affrontando la mia stessa esperienza del viaggio. Devo dire che è stato strabiliante. Ho visto reazioni e comportamenti talmente diversi da poter riempire dieci libri. Capire questo mi ha aiutato a vivere l’allontanamento dalla mia patria e dalle persone che amavo con un animo un po’ più leggero. 
     

    Questo non vuol dire che nonostante i dieci anni di viaggi su è giù per il mondo io non abbia sofferto e soffra tuttora la mancanza dei miei cari. A quella purtroppo o per fortuna non ci si abitua mai. Però ho bene in testa il valore che un esperienza come questa porta inevitabilmente con sè. E allora tutto prende un senso e ne vale davvero la pena... Come quando si cammina per dieci ore in salita per poi arrivare in vetta e guardare il panorama più bello del mondo! Concludo questo post dicendo che saper viaggiare, cogliendo tutto ciò che il viaggio ci può insegnare, è una grande fortuna, nonchè una vera forma d’arte. Quindi per tutte le persone come me che soffrono molto la lontananza da casa e che per varie ragioni si trovano in altre parti del mondo rispetto ai propri cari dico solo questo: accogli il viaggio come un dono che va lentamente scartato. Ti accorgerai che sotto i diversi strati di carta dai simboli ancora sconosciuti, si nasconde un vero tesoro. 

    Un bacione! 

    Giulia Ross

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    1 commento:

    1. Leggere questo post mi ha fatto riflettere molto...posso capire i sentimenti e le emozioni di Giulia perchè sono stata fuori per una settimana e già mi sentivo persa e ogni volta è così ma ho imparato a vedere le opportunità di ogni viaggio e non più come un'agonia

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