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15 mar 2017

A caccia di ombre di Michael Prescott- opinione

Ringrazio la AmazonPublishing per avermi dato la possibilità di leggere questo thriller.
 
Dovete sapere che io non leggo molti thriller, mi piacciono, ma non sempre riescono ad impressionarmi. A volte li trovo deboli, quasi scontati. Per questo motivo sono andata con i piedi di piombo con questo romanzo.
Partiamo dalla storia: Abby è una ragazza di ventott’anni, una laurea in psicologia e un addestramento da spia. Lei si definisce “un pesce pilota, uno di quei piccoli pesci che nuotano insieme agli squali e ne raccolgono i residui di cibo”. Gli squali sono gli stalker, lei entra nella loro testa, nella loro vita, diventa loro amica e poi sventa l’attacco. È molto brava nel suo lavoro, ma un giorno fallisce e adesso deve riscattarsi e quale occasione migliore se non fermare lo stalker Raymond Hickler?

 


La narrazione della storia è in terza persona, quindi conosciamo il pensiero di Abby, di Hickler e di Kris, l’obbiettivo dello stalker. Le scene si svolgono come se vedessimo un film, veloci e senza preamboli. I dialoghi sono molto presenti, a volte forse troppo lunghi, quasi come leggere un copione.
Parliamo di Abby. Chiunque incontri Abigail Sinclair direbbe che è una ragazza alla mano, con cui è facile aprirsi e forse è per questo che il lavoro le riesce bene, i presunti stalker cantano come canarini in sua presenza. Quello che però non tutti notano sono i suoi occhi nocciola freddi, Abby in realtà è una ragazza sola che non vuole legami. Mi aspettavo un personaggio duro e sicuro di sé nel lavoro come nella vita, invece no. A tratti è paranoica, si incolpa perché la missione di qualche mese prima è fallita e per essere una spia compie alcuni gesti che mi chiedo come non possa essere mai stata scoperta (usare un grimaldello per aprire una porta in pieno giorno?).
L’unica persona con la quale ha un legame è Travis, proprietario dell’agenzia di sicurezza, con il quale si vede al di fuori del lavoro, ma nessuno dei due vuole intavolare una vera relazione.
Travis è il mentore di Abby, si sono incontrati in un momento triste per lei ed rimasto colpito dalla mente di questa ragazza così giovane e l’ha presa sotto la propria ala.
Veniamo alla storia: La prima metà del libro è un po’ piatta. Il buono e il cattivo sono distinti da una linea ben evidente. Raymond Hickler è un ragazzo di trent’anni, che cambia lavoro non appena si ritrova ad avere delle responsabilità, socievole solo all’occorrenza e timido con le ragazze. La sua componente psicologica è ben fatta, spesso ho trovato nei thriller delle analisi psicologiche un po’ troppo forzate, quasi fossero un copia e incolla dai libri di psicologia.
Un ragazzo che nella vita è stato sempre emarginato, si è sempre sentito inferiore, soprattutto in una città come Hollywood dove la notorietà è il successo sono alla base del giorno. È per questo motivo che la sua vittima è una donna in carriera, che all’inizio adula e vorrebbe per sé per poi scoprire che la vuole morta solo per rancore verso la propria vita senza trionfi.
Dalla seconda metà del libro i confini tra buono e cattivo si fanno più deboli. Arriva il colpo di scena e la storia non è più “Hickler che vuole morta la presentatrice Kris”, qualcuno adesso vuole fuori dai giochi Abby. Non si può fidare di nessuno. Da questo punto in poi Abby tira finalmente fuori l’astuzia che sembrava aver perso, spegne i sentimenti e porta a termine la sua missione. Ma non sarà facile.
Posso dire che una volta chiuso il kindle la lettura mi ha lasciato soddisfatta e il fatto che ci siano un piccolo spiraglio su una relazione amorosa mi farà sicuramente leggere i prossimi 4 romanzi della serie, inediti in Italia purtroppo.


A presto

Sara :)

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