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22 nov 2017

Non camminerai più sola di Lisa Wingate [recensione]

Eccomi qui a parlare di un romanzo che mi ha particolarmente colpito, basato su uno sconcertante fatto di cronaca accaduto negli anni 50’ a Memphis.
Dare la mia opinione su questo romanzo è difficile sia per il tema trattato, che per le emozioni che ho provato.



Il libro è scritto benissimo, ricco di dettagli importanti che ti fanno capire come si sviluppa la storia e che ti fanno immedesimare con i personaggi principali.
Avery Stafford, procuratore federale della California del sud è una giovane donna che ha tutto quello che si possa desiderare: vive una bella vita agiata ha un ragazzo che a breve la chiederà in sposa e appartiene ad una delle famiglie più in vista del paese. Suo padre è il senatore Wells Stafford, e la famiglia Stafford è sempre sotto l’occhio di tutti.
In onore di una coppia di vecchietti centenaria viene organizzata una festa in una casa di riposo, ed è in quella occasione che Avely vedrà una donna dall'aspetto di un fantasma, con suoi capelli folti e grigi e il vestito incolore. Lo sguardo della donna è fisso nel vuoto. Questa donna è May Crandall (Rill Foss ) che appena vede Avery ritrova una somiglianza impressionante con la sua mamma naturale e con Fern la sua sorellina. Spinta da uno strano impulso e da un ricordo doloroso del suo passato May si avvicina ad Avery.
Ed è da qui che il romanzo inizia.
All'età di dodici anni la vita di May viene frantumata., così come quella dei suoi cinque fratelli.
In un attimo Fay e i fratelli sono portati in orfanotrofio per essere dati in affido a facoltose famiglie.
Accade però che anche la vita di Avery in qualche modo viene stravolta da questa verità. Perché in fondo si tratta molto di più della storia di una donna sola e triste. Avely farà i conti con la realtà in cui vive e si renderà conto che le scelte che prendi e i sentimenti che provi sono dettati dal dovere e non dal volere.
Vi posso assicurare che non ho mai pianto leggendo un libro!!!
Con questo romanzo ho provato una rabbia, paura, odio e alla fine non riuscivo a capire fino in fondo cosa spinge/spingeva certi uomini o donne a fare certe cose: come si possa fare del lucro sugli affidi o come si possa anche solo pensare di giocare con le vite di bambini. So che molto probabilmente non è la classica recensione, ma credo che per immergervi nel libro non dobbiate avere troppe informazioni.
Dovete leggerlo a scatola chiusa, perché vi sorprenderà.
io ve lo consiglio, e poi, sapere come andrà a finire sta a voi scoprirlo.
Francesca Monica :)




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