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16 giu 2018

Fancy Red di Caterina Bonvicini [recensione]

Un diamante. Tutto il romanzo si snoda attorno ad un piccolo diamante rosso montato come un piercing. Il fancy vivid red del titolo non è altro che il diamante che Ludo’ ha con sé fino al giorno della sua morte. Ma d’altronde Ludo’ è un diamante nel suo insieme, bella, ricca e colta, presenta mille sfaccettature che si ripresentano per gradi nel dipanarsi della storia. Troppi ricordi, troppi segreti avvolgono la sua figura. Neanche Filippo, suo marito nonché gemmologo, uno che di queste pietre se ne intende riesce a carpire il volto nascosto sotto la dura superficie che è la vita di sua moglie.


Grecia, Portogallo, Cuba, Argentina e Bosnia-Erzegovina, queste mete rappresentano un pezzo del tassello che Filippo dovrà cercare di mettere insieme per capire chi è stato davvero a uccidere la sua amata moglie. O è davvero stato lui come afferma la donna con cui si è risvegliato in quella camera dove giaceva il corpo di Ludo? Caterina Bonvicini, in una maniera molto graduale e quasi alla stregua di una moderna Agatha Christie, ci racconta con grande maestria questa vicenda che ha sì delle tinte noir, ma che riprendono i fili di eventi realmente accaduti, come la guerra in Albania. Potremo riconoscere in Filippo un giovane Poirot che cerca di dipanare il filo della matassa, di venire a capo di questo omicidio un po’ atipico a dire il vero. Si scoprirà, infatti nel corso della storia che non tutto è come sembra. Il movente non è mai chiaro, ma si riuscirà a comprendere l’intenzione di fondo. Il passato è come un abisso che richiama tutti i protagonisti, che si ritrovano in una fase di stallo. Sono bloccati e legati a dei periodi lontani, ma pur sempre impressi nella loro memoria.

I viaggi ti ricordano che devi morire, che c’è un adesso e un mai più. Puoi andare ovunque ma non puoi ritornare ovunque”.

L’autrice riesce in qualche modo, non solo a raccontare nei dettagli la vita e a questo punto la morte dei protagonisti, ma a dare vita a uno spaccato di società che ci caratterizza. A spiegare come ancora adesso la differenze tra gente ricca e gente povera sia così abissale. Raccontarci le scelte sessualità della gente che non riesce a dare voce ai propri sentimenti, e si rifugia in storie sempre al limite della moralità.
Detto questo, purtroppo il libro non scorre così velocemente nella lettura. Mi sono ritrovata molte volte a pensare che alcune parti, soprattutto descrittive potevano essere eliminate. Nel complesso è un libro gradevole, ma che soggettivamente non mi ha colpito più di tanto.
Giovanna



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