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25 set 2018

L'amore è sempre in ritardo di Anna Premoli [recensione in anteprima]

Ho iniziato questa lettura con lo spirito di una fan. Perché si, amo la Premoli e tutto ciò che scrive.
Il principale protagonista di questo romanzo lo avevamo già incontrato nel suo precedente libro: Norman Morrison, un nome, un programma. Norman è il classico uomo di cui nessuna, dico nessuna ci si potrebbe innamorare. Triste, perennemente. Scontroso, molto spesso. Sfigato, quasi sempre. Odia tutti gli sport e veste orrendamente. Quindi come fai a farti piacere uno del genere?
Beh Alexandra ci è riuscita. Sorella del suo migliore amico, la prima volta che lo vide se ne innamorò perdutamente. Iniziò a scrivere lettere in rima sperando di conquistarlo, ma nulla. A diciotto anni decise di conquistarlo con il suo corpo, ma Norman declinò. Da lì in poi per ben nove anni i loro rapporti sono stati i più freddi possibili.

In un mondo di gente che finge d’innamorarsi e invece cambia idea come le previsioni del meteo primaverili, io non riesco a smettere di tenere a te.”

Dopo ben diciotto lunghi anni, Norman e Alex ritorneranno a parlarsi sulle cime innevate del Colorado. Complici una bellissima nevicata e un cottage fuori dal mondo.
Alexandra potrebbe apparire la classica bella ragazza, forte e adrenalinica. Ma quando c’è di mezzo Norman, il suo cuore come la sua pancia fanno mille capricci. Provare a conquistarlo è una missione impossibile, anche se lei non teme le sfide più ardue.



Avevo molto potenziale frivolo prima di incontrare Norman Morrison. E invece ora pare che il mio destino sia segnato.”

Passiamo alle note dolenti. Come ho detto io amo ciò che scrive la Premoli. Ma questo libro no. Aveva tutto il potenziale per essere bello, sentimentale e spigliato, come solo lei sa scrivere. Invece mi sono ritrovata in una situazione statica, che non evolveva mai, per ben 223 pagine. È come se la storia di questi due protagonisti non andasse da nessuna parte. Ferma, immobile. Ho cercato di farmeli piacere, ma non c’è stato nulla da fare.
Alexandra che cerca in qualsiasi modo di non mostrare i suoi sentimenti, pare quasi una pedina in questa storia. L’unico elemento degno di nota è proprio Norman, che con i suoi tic e le sue massime quasi spettrali, mi ha fatto scappare talvolta qualche risata.
Pochi personaggi gravitano intorno a questi due e nessuno degno di nota.
Giovanna

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