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29 gen 2019

La ragazza che amava Audrey Hepburn di Rebecca Serle [Review party - recensione in anteprima]

Buonasera cari lettori, mi accingo a parlarvi di un libro che esce domani per la casa editrice DeA planet. Per la prima volta leggo un romanzo di quest’autrice quasi ad occhi chiusi. Ho semplicemente visto il titolo e ho deciso di dargli una possibilità. Parlare di Audrey per me, è come compiere un viaggio indietro nel tempo. Film in bianco e nero che hanno caratterizzato e accompagnato la mia vita. Audrey è l’icona per eccellenza dell’eleganza e della bellezza semplice e pura. Non è un caso quindi che per un semplice gioco, Sabrina decida di stilare per il suo compleanno una lista di cinque persone che devono partecipare alla sua festa, e Audrey viene inclusa. Come per magia la sera del compleanno, la protagonista si ritrova al tavolo con Audrey, la sua attrice preferita, Jessica, la sua migliore amica, il professore che ha adorato durante l’università, Tobias il suo grande amore, e suo padre, che è morto molto tempo fa.
Se due persone sono infelici, dare tutte le colpe a quello dei due che decide di andarsene significa basare il proprio giudizio su un mero dettaglio tecnico”





Il libro è un alternarsi continuo di passato e presente. Si passa dalla cena al passato di amore tra Tobias e Sabrina, in una sorta di altalena caotica ed emozionante. Si scopre ben presto che Sabrina ha un po’ di conti in sospeso con tutti i presenti. Lasciarsi struggere dal passato provoca nella protagonista vari pensieri che illuminano la sua vita fino a rischiararla quasi del tutto. Tobias è il suo grande amore, un amore forte e passionale, con tanti bassi e tanti alti. Ma trovarsi di fronte a persone che passano in rassegna ogni aspetto della relazione, porta a domandarsi se in realtà questo amore non sia stato semplicemente idealizzato. Il lettore andando avanti nella lettura capirà che questa cena è una sorta di bolla che permette di soppesare il passato, di chiedersi se le scelte fatte siano state utili, se le tragedie accadute potevano essere evitate.
Eravamo in sintonia solamente quando eravamo per conto nostro, senza distrazioni. La spiaggia, casa nostra, una stanza da letto con le finestre chiuse. Non eravamo noi, il problema, ma noi nel mondo: un mondo che richiedeva una sorta di compromesso tra il nostro amore e la realtà ”




Nel suo complesso questo romanzo mi è piaciuto. Scritto molto bene e con un colpo di scena che lo fa rientrare in un libro d’amore struggente e malinconico. Ma è anche una linea guida per essere forti e superare il dolore. Per utilizzare il dolore e trasformarlo in qualcosa di concreto che ti faccia crescere e maturare. La frase del professor Conrad sul bisogna andare avanti nonostante tutto, deve essere una sorta di monito per chiunque. Perdere qualcuno d’importante è sempre difficile ma il tempo da sempre una mano.
Inoltre gli aneddoti sulla vita di Audrey buttati qui e là mi hanno permesso di conoscere una persona si famosa, ma con tantissimi problemi e con grandi dolori che la accompagnarono durante la sua vita.

A volte penso che l’unico modo per capire davvero il valore delle cose sia perderle”


Giovanna

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